Federmacchine: primo semestre in lieve contrazione

L’indagine congiunturale realizzata su un campione rappresentativo delle associazioni aderenti a Federmacchine evidenzia una sostanziale tenuta degli ordini nei primi sei mesi del 2026 (-1,8%), con una crescita dell’estero (+1,8%) e un calo del mercato domestico (-9,2%)

Milano, 31 luglio 2026 – I dati congiunturali relativi al primo semestre 2026 elaborati su un campione di cinque associazioni aderenti a Federmacchine, quali Acimac, Acimall, Amaplast, Federtec, Ucima e Ucimu che rappresentano oltre il 75% del settore, evidenziano un rallentamento nella raccolta ordini per l’industria italiana dei beni strumentali.

Nel periodo gennaio-giugno 2026 gli ordini registrano una flessione complessiva dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A incidere sul risultato è soprattutto il mercato domestico, che segna un arretramento del 9,2%, mentre la domanda estera continua a mostrare una maggiore tenuta con una crescita dell’1,8%.

Il dato del secondo trimestre conferma la tendenza: tra aprile e giugno 2026 gli ordini diminuiscono del 4%, frutto di un calo del 10,5% sul mercato interno e di una lieve contrazione dell’0,7% sui mercati internazionali.

Nonostante il settore continui a mostrare una sostanziale tenuta, le condizioni di mercato evidenziano un progressivo deterioramento. Preoccupano in particolare gli andamenti fortemente negativi registrati da alcuni comparti che segnano flessioni anche a doppia cifra. Tali andamenti risultano parzialmente compensati, nel dato cumulato, dalle migliori performance dei settori attualmente meno soggetti alla congiuntura internazionale.

“Il contributo dell’industria dei beni strumentali va ben oltre i risultati del comparto”, dichiara Bruno Bettelli, Presidente di Federmacchine. “La capacità delle nostre aziende di competere sui mercati internazionali e generare saldo commerciale positivo produce valore per l’intero Paese, con risorse che, direttamente e indirettamente, contribuiscono a creare ricchezza, lavoro qualificato e progresso tecnologico. In una fase di profonda trasformazione dell’economia globale, sostenere la competitività della meccanica strumentale significa sostenere la competitività futura dell’Italia. Per questo è fondamentale continuare a rafforzare un contesto favorevole agli investimenti e alla crescita dimensionale e tecnologica delle imprese. I dati di questo primo semestre mostrano segnali che non devono essere sottovalutati: occorre agire ora per sostenere investimenti e sostenibilità di un settore strategico per l’economia nazionale che vanta un surplus sulla bilancia commerciale. Si inseriscono certamente in questo solco la nuova misura dell’iperammortamento che sta iniziando a dare i suoi frutti e il tavolo di lavoro della meccanica istituito dal Ministero per le Imprese e il Made in Italy che proprio in questi giorni è entrato nel vivo dei lavori”.