21 dicembre 2020
Trasferte in UK alla luce delle nuove disposizioni

Con l'ordinanza di ieri 20 dicembre (valida fino al 6 gennaio), il Ministero della Salute ha disposto che: 

  1. Sono vietati l'ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei quattordici giorni antecedenti alla presente ordinanza hanno soggiornato o transitato nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;

  2. Le persone che si trovano nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti alla presente ordinanza (quindi dal 6 dicembre) hanno soggiornato o transitato nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente l'avvenuto ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio e a sottoporsi a test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone

Analoghi provvedimenti sono stati presi da diversi paesi europei come: il Belgio, la Francia, la Germania, l'Irlanda e la Norvegia per periodi temporali diversi. Altri Paesi, come Israele e la Turchia hanno esteso il divieto anche alla Danimarca e al Sud Africa.

Alla luce di queste disposizioni posso recarmi in UK per motivi di lavoro? 
Al di là dell'oggettiva difficoltà di raggiungere in questo momento la Gran Bretagna (è comunque sempre possibile "triangolare" attraverso Paesi che non hanno adottato misure restrittive), lo stesso provvedimento ministeriale fa salve le disposizioni di cui al DPCM 3 dicembre quindi non sono vietati i viaggi di lavoro in UK. Inoltre, per i cittadini italiani, è sempre possibile fare rientro alla loro dimora o abitazione. 

Si ritiene invece che NON sia più applicabile l'esenzione dal tampone prevista per i viaggi inferiori alle 120h. 

Il problema risiede piuttosto nel maggiore rischio di contagio che in questo momento è ravvisabile in una trasferta in UK, "certificato" dai provvedimenti assunti dal Ministero della Salute. Oggi, una eventuale trasferta in UK, espone il datore di Lavoro a maggiori responsabilità e lo obbliga quindi a una valutazione più attenta della necessità e indifferibilità del viaggio stesso e una verifica preliminare delle misure di prevenzione adottate nel sito di destinazione che, a mio avviso, devono essere più incisive di quelle adottate a livello nazionale ai sensi del Protocollo condiviso sulla prevenzione del contagio nei luoghi di lavoro. Tutte queste circostanze devono essere comprovabili in un eventuale giudizio.

Per informazioni:
Roberto Masi
cell: +39.331.3691088
e-mail: rmasi@rmsecurityandcompliance.com

20201220 Ministero Salute ordinanza.pdf

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