20 maggio 2020
Trasferte del personale: una panoramica sulle nuove regole

Con la pubblicazione del DPCM del 17 maggio  e l’entrata nella “fase 2” dell’epidemia da COVID 19, sono variate le modalità per effettuare viaggi di lavoro da e verso l’estero.

Di seguito, una sintesi:

A) Periodo dal 18 maggio al 2 giugno 2020
Fino al 2 giugno prossimo gli spostamenti da e per l’estero (UE e extra-UE) sono consentiti solo per alcune motivate eccezioni, tra le quali le “comprovate esigenze lavorative”. Poiché si afferma che le esigenze lavorative debbano essere “comprovate”, è quanto mai necessario accompagnare la trasferta ad es. da lettera d’invito dell’azienda cliente (possibilmente che richiami l’urgenza e la necessità della trasferta) o documentazione similare.

Ciò premesso fino al 2 giugno 2020 si potrà (ri)entrare in Italia senza dover sottostare all’isolamento fiduciario di 14 giorni soltanto qualora (art. 4 comma 9 lett. F) la trasferta all’estero abbia una durata non superiore a 72 ore, prorogabili di altre 48 (di fatto 5 giorni tra entrata e uscita dall’Italia). Sono state quindi “liberalizzate” le cosiddette trasferte brevi all’estero. Per le trasferte di durata superiore permane ancora l’obbligo della c.d. quarantena per il lavoratore che rientra in Italia.

B) Periodo dal 3 giugno 2020 al 15 giugno 2020
Occorre distinguere tra trasferte fatte in area Schengen (Unione Europea e Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord) o in aree extra-Schengen.

B1) Trasferte fatte in area Schengen
Dal 3 giugno 2020 gli spostamenti sono sempre consentiti, anche senza le ragioni lavorative; inoltre viene meno l’obbligo della c.d. quarantena di 14 giorni quando si rientra in Italia. Pertanto il trasfertista che rientra in Italia a partire dal 3 giugno 2020 da uno dei paesi di cui sopra (anche se è in trasferta da numerosi giorni in quelle aree), non è più soggetto all’obbligo di cui sopra, facendo unicamente fede la data del rientro.

B2) Trasferte fatte in area extra-Schengen
Nulla cambia rispetto al punto A): sono consentiti gli spostamenti solo per motivi di lavoro e al rientro si mantiene l’obbligo della c.d. quarantena di 14 giorni, con l’unica eccezione delle trasferte brevi (72 ore + 48 ulteriori).

C) Periodo dopo il 15 giugno 2020
Il DPCM 17 maggio non fornisce indicazioni; potrebbero venir meno i vincoli per i viaggi extra-Schengen, in sintonia con quanto attualmente stabilito a livello UE.

D) Ingressi in Italia a partire dal 18 maggio 2020
Circa eventuali visite di clienti (commerciali, collaudi, training, ecc.) o di tecnici delle filiali, ecc., evidenziamo che ai sensi del DPCM 17 maggio 2020 art. 4 comma 9 lett. c) tutti i cittadini provenienti da Paesi UE o area Schengen che entrano in Italia per comprovate ragioni di lavoro sono anch’essi esclusi dall’obbligo della c.d. quarantena di 14 giorni, indipendentemente dal numero di giorni di permanenza in Italia. Viceversa per quelli provenienti da area extra-Schengen varranno le regole generali (obbligo di cd quarantena di 14 giorni all’ingresso in Italia tranne il caso di uscita dall’Italia entro 72 ore + eventuale proroga di 48 ore).

Queste sono le regole dettate dallo Stato italiano. Ovviamente poi occorre sottostare anche alle regole del paese di destinazione.

Ulteriori informazioni possono essere reperite nelle FAQ del Ministero Affari Esteri.

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