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Basilea 2
by Probest Tel. 02 26255 301 - Fax 02 26255328 - E-mail fincimu@probest.it
1999-2001: I TRE PILASTRI DI BASILEA 2 (Pillars)
La nuova stesura tiene conto di tre elementi (i cosiddetti pilastri):
  1. il sistema di misurazione del rischio
  2. un nuovo approccio per quanto riguarda la vigilanza
  3. trasparenza/ruolo del mercato/requisiti di informazione al pubblico

I TRE PILASTRI: LA VIGILANZA
Le autorità di vigilanza (nel nostro caso la Banca d’Italia) dovranno accertare che le banche valutino in maniera corretta l’adeguatezza patrimoniale in rapporto ai rischi, tenendo anche conto delle correlazioni esistenti tra le diverse tipologie di rischio.

I TRE PILASTRI: DISCIPLINA DEL MERCATO, OVVERO TRASPARENZA
Il nuovo accordo definisce un livello minimo di informazioni che le banche devono fornire (sia per gli aspetti quantitativi che qualitativi) e un’informativa supplementare (per aspetti peculiari relativi a specifiche istituzioni)

I TRE PILASTRI: REQUISITI PATRIMONIALI MINIMI
Per i requisiti patrimoniali minimi, previsti 2 metodi:

  1. Approccio standard; attraverso l’utilizzo di rating
  2. Approccio IRB (Internal Rating Based): prevede l’impiego di sistemi interni di valutazione e di classificazione (con diversi gradi di complessità)
    - Sistema base (Foundation approach)
    - Sistema avanzato (Advanced approach)

APPROCCIO STANDARD: LE NUOVE PONDERAZIONI
E’ simile all’Accordo del 1988, tuttavia:

  1. alle varie attività sono assegnati coefficienti di ponderazione commisurati al rischio: alle tradizionali 4 classi di rischio ne viene aggiunta una quinta, 150% per le esposizioni altamente rischiose
  2. il Comitato propone di basare le ponderazioni su valutazioni esterne della qualità creditizia (rating)
APPROCCIO STANDARD PER LE IMPRESE PRIVATE
Rating
AAA/AA
A
BBB/BB
B
CCC/D
Senza Rating
Ponderazioni
20%
50%
100%
150%
150%
100%(*)
(*) Le PMI ricadrebbero in questa categoria

METODI INTERNAL RATED BASED (IRB)
“Insieme strutturato e documentabile di metodologie e processi organizzativi che permettono la classificazione su scala ordinale del merito di credito di un soggetto e che quindi consentono la ripartizione di tutta la clientela in classi differenziate di rischiosità, a cui corrispondono cioè diverse probabilità di insolvenza”.

ALCUNI ELEMENTI DI VALUTAZIONE

  • Probabilità di insolvenza degli affidati (Probability of Default, PD)
  • La perdita subita dalla banca in caso di insolvenza (Loss Given Default, LGD)
  • L’esposizione economica al momento dell’insolvenza (Exposure at Default, EAD)
  • La scadenza residua dell’esposizione (Maturity, M)

ELEMENTI QUALI-QUANTITATIVI PER IL RATING

  • Struttura patrimoniale
  • Capacità finanziaria e relativa struttura
  • Qualità dei ricavi
  • Capacità del management (struttura aziendale)
  • Posizionamento nel settore merceologico di appartenenza
  • Qualità/Tempestività delle informazioni
 

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