rassegna stampa ACIMIT
 
Venerdì 28 Maggio 2010
Cresce nel I trimestre 2010 la raccolta degli ordini per le aziende del meccanotessile italiano
Roma - Salmoiraghi, Presidente ACIMIT: “Il meccanotessile italiano, nonostante le difficoltà congiunturali, mantiene intatta la sua carica innovativa e la sua attitudine all’internazionalizzazione”.
Il 2010 si è aperto per il settore italiano delle macchine tessili con qualche nota positiva. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, la raccolta ordini all’estero è in aumento per il 53% delle aziende rispetto al trimestre precedente. Anche sul mercato interno si osservano segnali di risveglio con una crescita degli ordini per il 28% delle associate.
“Il recupero avvenuto nei primi mesi dell’anno è fisiologico considerato il forte ridimensionamento dell’attività produttiva degli ultimi due anni” ha commentato Sandro Salmoiraghi, Presidente di Acimit, durante la presentazione dell’VIII edizione dell’Osservatorio sulla dinamica economico-finanziaria delle imprese meccanotessili, avvenuta nel corso dell’Assemblea generale dell’Associazione. “Adesso occorre tornare a crescere con vigore intercettando la ripresa della domanda nei principali mercati esteri”.
Puntare sull’innovazione e sul consolidamento sui mercati esteri resta fondamentale per le aziende del settore. E’ ciò che risulta dall’indagine svolta da Hermes Lab, in collaborazione con l’ufficio studi Acimit, contenuta nel Focus dell’Osservatorio.
I costruttori non sono stati immobili di fronte ai recenti stravolgimenti del mercato che hanno caratterizzato gli ultimi anni. L’86% delle aziende dichiara di aver intrapreso significativi cambiamenti nell’organizzazione e nella strategia aziendale negli ultimi 5 anni. Le mosse, che hanno avuto più efficacia per contrastare il calo del fatturato, sono state il rafforzamento del rapporto con i clienti, attraverso una maggiore presenza all’estero, e l’introduzione di nuovi prodotti per innalzare il livello qualitativo della propria offerta.
”Chi ha puntato sull’innovazione produttiva e di processo e sul consolidamento delle propria presenza sui mercati esteri, precisa Salmoiraghi, ha visto aumentare o almeno non diminuire il proprio fatturato negli ultimi cinque anni. E anche per il futuro la barra del timone deve essere tenuta salda in questa direzione”
L’Assemblea è stata caratterizzata anche da una tavola rotonda sul tema “La filiera tessile/abbigliamento italiana: idee per in percorso di crescita” cui hanno partecipato Ettore Lonati – Presidente Lonati Group, Giuseppe Miroglio – Amministratore Delegato Gruppo Miroglio, Andrea Parodi – Presidente Texclubtec, Sandro Salmoiraghi – Presidente ACIMIT e Paolo Zegna – Vice presidente di Confindustria.
Tra gli spunti lanciati durante il dibattito c’è quello della sostenibilità dell’intera filiera tessile. L'industria tessile si sta indirizzando verso modelli produttivi con macchinari più efficienti dal punto di vista energetico e a ridotto impatto ambientale. I produttori di macchine hanno quindi la necessità di avere a disposizione strumenti che permettano loro di attestare presso i propri clienti le prestazioni energetiche e ambientali dei macchinari.Proprio per questo ACIMIT sta lavorando per la creazione di una "targa verde", in cui i produttori possano dichiarare i comportamenti energetico/ambientali delle singole macchine prodotte.
Ettore Lonati – Presidente di Lonati Group ha sostenuto “la necessità di puntare su tecnologie e produttività per vincere la concorrenza mondiale, affiancata da una vera presenza sui mercati internazionali, attraverso investimenti diretti nei mercati locali”.
D’accordo con questa analisi anche Giuseppe Miroglio – Amministratore Delegato Gruppo Miroglio “perché per incontrare la domanda del cliente finale è necessario essere veloci e flessibili,superando i vecchi modelli organizzativi e le vecchie concezioni di servizio in paesi lontani”.
Tutti gli imprenditori hanno convenuto sulla necessità di superare il concetto di “de-localizzazione” verso una vera e propria internazionalizzazione che passa inevitabilmente per una seria “localizzazione produttiva: “Lo impone a tutta la filiera il mercato - ha affermato il Presidente Salmoiraghi - Oggi l’esigenza di essere vicino al cliente, sia esso il consumatore finale o il produttore tessile è infatti fondamentale”.
“I produttori italiani – ha detto ancora Salmoiraghi – devono essere molto attenti a presidiare le nicchie di innovazione sia di processo che di prodotto, dove per avere successo è importante fare sistema lungo tutta la filiera”.
Nel suo intervento, dopo il messaggio del Vice Ministro allo Sviluppo Economico on. Adolfo Urso, Paolo Zegna – Vice presidente di Confindustria ha insistito sull’importanza di proseguire lo sviluppo sui mercati internazionali, portando il made in Italy del meccanotessile nei contesti locali industrialmente più promettenti.
L’industria meccanotessile rappresenta un’area di eccellenza nel sistema industriale italiano. Le aziende italiane, circa 300 per una forza lavoro di 13.900 addetti, sono al vertice mondiale del settore insieme a Germania, Giappone e Svizzera. Il giro nel 2009 è stato pari a 1.931 milioni di euro il 78% dei quali realizzato sui mercati esteri. L’Asia assorbe il 50% delle esportazioni italiane. Seguono i mercati europei (31%). La Cina è il principale mercato del settore con un valore 2009 di 251 milioni di euro (pari al 21% dell’export totale). India, Turchia, Germania e Brasile sono le altre destinazioni privilegiate dalle imprese italiane del settore.