| rassegna stampa ACIMIT
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INTERVISTA - Michele Tronconi «Ciò che serve è difendere tutta la filiera» |
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«Non ci si può disinteressare della solidità
della filiera. I fornitori di valore vanno tutelati attraverso rapporti
di reciproca convenienza. Qualora scomparissero, sarebbero le stesse
griffe a non riuscire a sfruttare appieno la ripresa che, prima o poi,
ci sarà. Se la filiera salta, il conto lo pagherà tutto
il settore: a monte come a valle. E il conto sarà molto salato».
Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, si trova nella
complessa situazione di dover rappresentare tutti: dai piccoli imprenditori
"a monte" a quelli "a valle", ossia i marchi del
lusso.
La salvezza sarà "di sistema" o non sarà? Sì, è così. Non ci si può arroccare in difesa, a scapito dei propri clienti e dei propri fornitori. La crisi è di consumi ed è generalizzata, cioè riguarda quasi tutti i settori. Perciò l'analogia con selezione darwiniana non ha senso. Piuttosto, dovremmo preoccuparci di bloccare la diffusione di un virus che può colpire tutti. Per farlo, cerchiamo di soddisfare la domanda dei ceti medio-alti in Russia, Brasile, Cina e India. Per riuscirvi, dobbiamo preservare l'integrità della filiera. Le griffe hanno compiuto errori? È il mercato che detta le sentenze, non certo un'associazione di rappresentanza. Senz'altro bisogna rinsaldare la squadra. C'è la crisi? I giocatori da 24 diventano 11? È doloroso, ma è così. Però, una volta scelta la squadra, non si può pretendere di costruire la ripresa a scapito dei giocatori che la compongono. Se la pressione sui fornitori diventa eccessiva, addio innovazione e qualità del prodotto. C'è stata una "finanziarizzazione" delle case di moda? Le case di moda hanno compiuto un giusto percorso di managerializzazione, di attenzione ai costi, di gestione del magazzino e dell'invenduto, d'investimento in negozi. È forse venuta l'ora, però, di tornare alla cultura del prodotto. Non solo perché è la base materiale del settore, ma anche perché, con il petrolio che torna a salire, saliranno i costi di trasporto e diverrà sempre meno conveniente il traffico che ha caratterizzato la globalizzazione. Il prezzo del barile aiuterà il lusso? In generale è probabile che si riscoprano le economie di prossimità. Soprattutto in un settore che ha la necessità di un'esecuzione flessibile e veloce, per rispondere alle attese dei consumatori. Ecco perché bisogna tornare a parlarsi: la trasparenza, garantita per esempio dalla tracciabilità e dalla marcatura d'origine, è un elemento di fondo che può rinsaldare la filiera. P. Br. |