| rassegna stampa ACIMIT
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Distretti/3. Piemonte Nautica e creatività le armi di Biella per il 2010 LE PROSSIME MOSSE - Donatelli: importanti le azioni avviate dal polo di innovazione e il piano Nolatex di carattere intersettoriale |
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TORINO - «La crisi finanziaria e l'onda lunga della crisi economica
hanno colpito pesantemente il distretto tessile biellese, da tempo impegnato
ad affrontare scossoni prima strutturali poi congiunturali». Luciano
Donatelli, presidente dell'Unione industriale biellese, non nasconde le
difficoltà che hanno portato, negli ultimi 8 anni, ad un calo degli
addetti nel settore tessile da oltre 25mila a 17mila (su 80mila occupati
complessivi del territorio). Una crisi che si è accentuata nell'ultimo
anno, quando il numero di aziende tessili si è ridotto di 150 unità,
scendendo a 1.048 (su un totale di 20mila) per un fatturato di circa 4
miliardi, con il 35% di export. Donatelli assicura però che il distretto non si arrende. Lo dimostrano sottolinea le attività del polo di innovazione tessile, ma anche Nolatex, progetto intersettoriale tra tessile e cantieristica navale per la valorizzazione del made in Italy. Ma lo dimostra anche l'atteggiamento di alcune aziende, impegnate nella continua innovazione. Così la Vitale Barberis Canonico affianca, all'attività tradizionale del lanificio, anche il lancio di accessori in cuoio, realizzati esclusivamente da artigiani italiani. E punta sui mercati mondiali utilizzando la rete commerciale dell'azienda. Mentre il lanificio Barbera sceglie di ampliare la gamma dei prodotti in puro cachemire con tessuti che mescolano cachemire e seta, mohair e lana, alpaca e cammello. Per avere capi più leggeri, più morbidi, con effetti differenti sia alla vista sia al tatto. Differente la strategia dell'Angelico che non rinuncia agli investimenti per sponsorizzare la squadra di basket biellese, in serie A, e rafforza la rete commerciale con l'apertura di nuovi punti vendita a Serravalle Scrivia (Alessandria), a Treviso e a San Marino. Una scommessa in un momento difficile, anche per rafforzare il core business del lanificio. Ma anche se il distretto biellese appare in seria difficoltà, resta comunque un centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale. E questo spiega la scelta della turca Fildea (che fa capo al gruppo Csa) che ha deciso di insediarsi proprio a Biella, in partnership con l'italiana Marchi & Fildi, azienda impegnata nella ricerca e nella produzione di filati per maglieria, per tessitura, tecnici, performanti ed ecologici. I turchi hanno deciso di realizzare un centro ricerche che intende diventare un punto di riferimento per il settore anche a livello mondiale e hanno motivato la scelta non solo con le competenze tecnologiche del Biellese ma anche con la capacità di attrazione del Centro per l'internazionalizzazione del Piemonte. Augusto Grandi |