| rassegna stampa ACIMIT
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Distretti/2. Lombardia Per il polo serico di Como è l'ora delle concentrazioni LE INIZIATIVE - Cassa integrazione balzata a livelli record La Neoseta ha contrastato la crisi con lo shopping di imprese contoterziste |
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COMO - Peggio di così non dovrebbe andare. Chiuso il 2009 con oltre
9,5 milioni di ore di cassa integrazione richiesta e fatturati in calo
del 25% nel comparto principale, quello serico, il distretto comasco del
tessile-abbigliamento guarda al 2010 senza illudersi troppo ma con la
convizione che la situazione non dovrebbe peggiorare. Tuttavia il quadro
resta complicato perché «si nota una sofferenza forte del
prodotto di lusso afferma Guido Tettamanti, segretario del gruppo
filiera tessile di Confindustria Como e vedo una ricerca esasperata
del fattore prezzo da parte della clientela. Per un distretto che si distingue
per l'eccellenza delle produzioni, questa è una situazione delicata». Il comparto serico nel 2009 ha sofferto non poco, con l'abbigliamento femminile e la cravatteria a segnare le performance peggiori, mentre l'accessorio femminile ha tenuto i valori 2008. Dopo una fiammata passeggera avvenuta in settembre-ottobre, la situazione è ritornata difficile e i numeri della cassa integrazione lo testimoniano. Nei primi undici mesi dell'anno sono state autorizzate nell'industria del tessile e abbigliamento oltre 6 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria e 3,3 di straordinaria. Nello stesso periodo del 2008 si era superato di poco quota 1,2 milioni complessivamente, un valore poco distante da quello dell'anno precedente. Il distretto, negli ultimi vent'anni, ha già vissuto alti e bassi. L'ultimo a inizio secolo: «Già nel 2001 prosegue Tettamanti il settore di lusso ha avuto una frenata violenta che si è protratta fino al 2003, però nel 2007 le esportazioni erano cresciute del 30% rispetto a quattro anni prima». Però, in questo andamento altalenante, il tessuto produttivo soffre e perde pezzi. Secondo i dati forniti da Confartigianato Como, le aziende iscritte nel gruppo tessitori sono passate da 177 del 2001 a 158 del 2009; nell'abbigliamento c'è stato un calo da 650 a 482. In tale quadro negativo, tuttavia, non mancano realtà che affrontano la crisi in modo aggressivo migliorando i risultati 2008. Una di queste è la Neoseta di Como, guidata dal trentaquattrenne Simone Tettamanti, che proprio in questa fase si è rafforzata con l'acquisto di altre due aziende, la Orsucci (storico converter dell'area) e il maglificio Sinalco di Carpi. Due acquisizioni che si aggiungono alle sei realizzate dal 2004 a oggi. «L'idea fondamentale afferma il titolare è stata quella di crescere avendo all'interno del gruppo diverse aziende che operano secondo la logica contoterzista. Ogni società si muove in modo autonomo, può anche acquisire commesse esterne al gruppo, e ci si unisce solo dove ciò determina sinergie e per un coordinamento stilistico del prodotto che le renda coerenti rispetto al mercato». Con questa strategia, nell'arco di un decennio e attraverso un paio di crisi del settore, l'azienda è passata da 1,4 milioni di euro di fatturato a 40 milioni e da 5 a 140 dipendenti. Matteo Prioschi |