Roma - Hanno superato le aspettative gli ordini raccolti dai costruttori
italiani durante ITMA Asia + CITME, la più importante fiera
del meccanotessile mondiale in Asia, svoltasi dal 22 al 26 giugno
a Shanghai. E la conferma di una ripresa nei principali mercati
dellarea.
La seconda edizione di ITMA Asia + CITME, che ha chiuso i battenti
la scorsa settimana a Shanghai, ha confermato la ripresa in atto nei
principali mercati del meccanotessile mondiale - conferma Salmoiraghi,
Presidente di Acimit (lAssociazione dei Costruttori Italiani
di Macchinario per lIndustria Tessile. - Il nostro export verso
lAsia nei primi tre mesi dellanno è cresciuto del
41% rispetto al 2009. In Cina le vendite di macchinario italiano hanno
registrato un aumento del 110% e in India del 78%. Gli ordini raccolti
in fiera da molte nostre aziende - prosegue Salmoiraghi - confermano
che siamo sulla via di un recupero rispetto ai livelli precedenti
il 2009.
La provenienza dei visitatori, circa 100mila complessivamente nei
cinque giorni della manifestazione, conferma che non è solo
il tessile cinese a scaldare i motori. In fiera si sono visti operatori
indiani, giapponesi, taiwanesi, tailandesi, coreani e pakistani. Nella
precedente edizione i visitatori esteri rappresentavano solamente
il 10% del totale visitatori, mentre nel 2010 si è arrivata
ad una quota del 20%, confermano ad Acimit.
Gli espositori italiani sono stati 115. A livello di superficie occupata
lItalia figura al terzo posto con i suoi 4.000 metri quadrati
netti, alle spalle degli espositori cinesi (31.000 metri quadrati)
e tedeschi (5.000 metri quadrati). Particolare successo hanno avuto
i 4 National Sector Groups italiani dove, grazie alla collaborazione
con lIstituto Nazionale per il Commercio Estero e il Ministero
dello Sviluppo Economico, 67 imprese italiane hanno potuto presentare
la loro offerta allinterno di un format targato Made in Italy.
Il mercato cinese si sta muovendo velocemente ed appare particolarmente
attento alle principali tematiche della filiera - tiene a sottolineare
Salmoiraghi. - Nellincontro avuto con Mr. Du, Presidente del
China Textile Council, ho potuto appurare come lindustria tessile
cinese stia sempre più puntando sulla sostenibilità,
sulla riduzione del carbon footprint e sul riutilizzo degli scarti
tessili. Queste tematiche trovano in prima fila anche la nostra Associazione.
A tale proposito, nella conferenza stampa ACIMIT, svoltasi durante
la manifestazione, lAssociazione ha presentato il progetto ecosostenibilità.
Questo progetto - spiega Salmoiraghi - intende giungere alla
realizzazione di una targa verde in cui il costruttore possa dichiarare
i comportamenti energetico/ambientali delle singole macchine prodotte.
Nellattesa che questo progetto arrivi alla sua piena realizzazione,
ad ITMA Asia + CITME i visitatori hanno potuto verificare quanto già
le aziende italiane stiano facendo su questo fronte: gli stands di
38 aziende italiane riportavano il logo Sustainable Technologies.
Torniamo da questa fiera - conclude Salmoiraghi - con qualche
motivo in più di speranza nel futuro del settore. Navighiamo
ancora a vista, come si percepisce dalla situazione economica generale
che è ancora lontana dallessere su un percorso di ripresa
solida. Ciò nonostante i nostri costruttori si dimostrano attivi
e pronti ad intercettare le nuove opportunità di business.
Anche sul fronte della proprietà industriale giungono importanti
novità da Shanghai. In fiera sono state individuate e denunciate
29 violazioni dei diritti di proprietà industriale da parte
di aziende cinesi. Di queste, 21 sono state confermate dallufficio
competente e le macchine oggetto della denuncia tolte dagli stands.
15 delle 29 infrazioni avevano come oggetto brevetti italiani.
Allegati
allegato comunicato luglio [231 Kbytes - <1 min.@56Kb/s]
ACIMIT - Associazione Costruttori Italiani di Macchinario per l'Industria
Tessile